LA DONNA GIUSTA di Sàndor Màrai

Questa è una storia di amore e solitudine. Mi si obietterà che questi due concetti sono inconciliabili per loro natura. Allora questa è una storia di amore, solitudine e inconciliabilità.

Il romanzo si compone di tre parti e di un epilogo, ciascuna narrata da un personaggio diverso: per la prima parte offre la sua voce Marika, ex moglie di Peter da cui ha ormai divorziato, che racconta la storia del suo matrimonio fallito; nella seconda parte a parlare è Peter, reduce da due matrimoni, uno con Marika e un secondo con Judit, la quale era stata serva nella casa dei suoi genitori e il suo grande amore giovanile, ma ciononostante anche la loro storia finisce; nella terza parte, Judit ci racconta della sua storia, dall’infanzia al matrimonio con Peter, fino ai terribili anni della Seconda Guerra Mondiale e alla sua relazione con Làzar, che era stato scrittore e amico del marito; infine, nell’epilogo è un batterista ungherese, che è stato amante di Judit, a parlarci di lei e della propria esperienza nell’immediato dopoguerra, con l’ingresso dell’Ungheria nell’URSS e la sua fuga in America.
Come già in altri suoi romanzi, quali “Le braci” o “Divorzio a Buda”, Màrai pone al centro della sua opera il grande tema dei rapporti amorosi, e riesce a sviscerarlo con rara profondità e sensibilità – riuscendo però ad essere anche estremamente lucido e semplice. Perché gli argomenti di cui tratta sono complessi e sconfinati, ma in fondo parlano ad ognuno di noi.In realtà, ne “La donna giusta” vengono toccate anche altre tematiche che non dovrebbero essere tralasciate. Innanzitutto il tema sociale, la precisa e spietata descrizione della vita e mentalità borghese da parte di chi vi era nato e anche dal punto di vista straniato della serva Judit, che dopo essere cresciuta nella miseria più nera riesce, sposando Peter, a raggiungere lo status borghese – rimanendo però fatalmente estranea alla realtà di quel mondo e quindi anche a suo marito. Sono indimenticabili le descrizioni della vita a Budapest durante la guerra, e quelle della vita sotto il regime comunista e poi nel consumismo americano – e la sostanziale condanna di entrambe. Illuminanti poi le riflessioni dell’intellettuale Làzar sulla cultura: cosa sia, come si trasmetta, quando e come può essere persa.Ma le osservazioni più interessanti Màrai ce le offre parlando degli uomini, dei loro sentimenti e delle loro relazioni.
Questa è una storia d’amore, è indubbio: vi è molto amore tra le pagine di questo libro, tutti questi personaggi, nonostante abbiano vissuti molto diversi, sono innamorati di qualcuno o di qualcosa in maniera sincera e profonda. Eppure, tra le pagine di questo libro non si creano delle coppie, nessuno dei personaggi riesce a trovare un Altro con cui costruire un rapporto di reciprocità, che contraccambi i suoi sentimenti con la stessa intensità, che condivida la sua visione della vita. I rapporti non sono mai a due, piuttosto si creano una serie di “triangoli” amorosi, fin dal primo che ci viene presentato tra Marika (lei), Peter (lui), Judit (l’altra); in effetti, il modo stesso di narrare è basato su un triangolo: in ogni capitolo, infatti, c’è il personaggio-narratore che si rivolge al personaggio-narratario, e contemporaneamente anche al lettore.Una serie di triangoli, oppure una catena di inseguimenti: i personaggi ci sembrano pezzi di un puzzle che non riescono a combaciare. Ecco perché è una storia di amore e inconciliabilità.Quindi, in fondo, tutti questi personaggi sono soli. Soli coi loro ricordi, che condividono per un momento con un’altra persona, ma che poi continuano a portare da soli come un fardello. Sono soli con la loro storia, come lo sono sempre gli uomini. Ognuno di noi è solo, ci ricorda questo libro, e noi, spaventati dalla solitudine, cerchiamo qualcuno con cui dividere la vita, un compagno o una compagna, “la donna giusta” per noi. Possiamo dire che questa ricerca sia vana? Possiamo dire che nonostante gli sforzi alla fine ognuno di noi resti solo, e l’idea che esista una persona giusta per ciascuno di noi sia solo un’illusione per rendere più sopportabile questa vita?Non credo sia possibile rispondere. E questo libro, come tutta la grande letteratura, non offre delle risposte, ma ci aiuta a porre le domande.

 

Zoraide

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