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TRE CAVALLI di Erri De Luca

Spesso mi hanno parlato di Erri de Luca.

Tutti entusiasti di uno diventato scrittore un po’ tardi. Era un operaio prima.
Personalmente ero un po’ diffidente: libri un po’ troppo brevi.

Poi, dai, alla fine non è detto che se ne parlano tutti bene allora è il più grande scrittore di sempre. Lo sappiamo bene quanto i giudizi generalizzati siano pregiudizi.
Sciocchezze.

Erri de Luca è un grande scrittore. Mi è bastato un libro per capirlo: Tre Cavalli, edito da Feltrinelli nel 1999. Uno di quei libri che ti leggi, divori, in un giorno, ma ti tieni per un bel po’ di tempo in testa.

Un libro secco, duro, scarno nel linguaggio, ma dotato di un lirismo che lascia veramente basiti per l’efficacia e il trasporto che ti spinge a volerlo finire al più presto, e insieme volere che continuino a scorrere le pagine, ancora un po’ di più.
Il protagonista è un giardiniere che ritrova l’amore in una donna, Laila, ex dentista che lascia il suo lavoro e si dà alla prostituzione d’alto borgo. Il nostro eroe ha una storia alle spalle molto complessa, dura e triste, che l’ha segnato per l’intera esistenza, e credo che a salvarlo sia stata la sua profonda sensibilità.
Tutto il suo dramma esistenziale è nato con una donna, Dvora, “l’assegnata”, come la chiama lui.L’ha seguita in Argentina. Poi è venuta la dittatura ed ha perso tutto. Anche la sua amata. Dopo varie peripezie è riuscito a ritornare in Europa, prima a Londra, poi in Italia. E lì ha incontrato Laila.
In questo libro colpisce la resa del flusso di pensieri del protagonista, che ci racconta la sua storia in vari intermezzi. Dei flashback che intercorrono tra i pensieri e i discorsi del protagonista, che ci lasciano intuire quello che è stato, dipanando sempre di più quello che l’ha reso così com’è. Così si rende con estrema efficacia la potenza del personaggio, che domina la scena senza essere invadente, con un totale equilibrio, trasponendo su carta il modo in cui penserebbe chiunque di noi lungo la giornata, rendendo alla perfezione il distacco che a noi tutti è capitato di vivere tra realtà e pensiero, dove la prima scompare in favore della seconda, senza però predominare: è uno scambio di sottofondi.
Tre Cavalli, di Erri de Luca, non sarà un capolavoro, ma è un libro significativo, scritto bene e ispirante.

E poi, fa sorridere: è una storia che ti fa compagnia nel migliore dei modi, dove il protagonista diventa tuo amico e compagno, in un percorso esistenziale breve, ma comunque assai significativo. E come faccia Erri de Luca a dare così tanto in così poche pagine, non lo so.

Leggetelo e basta.

Vi innamorerete.
Victor

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